Una revisione scientifica storica è stata pubblicata su una delle riviste di neuroscienze più prestigiose, Neuroscience and Biobehavioral Reviews. Il centro di Medicina Nucleare dell’ospedale Santo Stefano di Prato è tra i protagonisti di questo studio intitolato: “Molecular connectivity studies of cerebral glucose metabolism and blood flow: A scoping review”. La ricerca rappresenta una delle analisi più complete sul funzionamento del cervello come sistema integrato di reti, esaminando 384 studi condotti sull’uomo negli ultimi quarant’anni, con particolare attenzione all’uso di tecniche di imaging avanzato.
Obiettivi della ricerca
L’obiettivo principale era comprendere il funzionamento del cervello non come un insieme di aree isolate, ma come una rete integrata di connessioni. I ricercatori hanno analizzato studi che utilizzano due tecniche di imaging avanzato: la PET (Tomografia a Emissione di Positroni) e la SPECT (Tomografia a Emissione di Fotone Singolo), per misurare sia il metabolismo del glucosio, ossia l’energia consumata dalle diverse zone del cervello, sia il flusso di sangue cerebrale.
Collaborazioni internazionali
Lo studio ha coinvolto oltre 30 ricercatori provenienti da 22 istituzioni in 10 Paesi. Tra le istituzioni partecipanti ci sono l’IRCCS Mondino, l’Università Vita-Salute San Raffaele, l’Università di Padova, l’Università di Brescia e l’IRCCS SYNLAB SDN di Napoli. A livello internazionale, hanno preso parte anche il Karolinska Institutet di Stoccolma, le Università di Columbia, Yale, Leipzig, British Columbia e il Max Planck Institute.
Nuove prospettive per le malattie neurologiche
Grazie agli strumenti e alle conoscenze riassunte in questo studio, il paradigma della ricerca neurologica sta cambiando. Non è più sufficiente sapere dove il cervello presenta difficoltà, ma è fondamentale comprendere come le sue diverse aree comunicano o smettono di farlo. Questo approccio apre nuove prospettive per malattie come l’Alzheimer, consentendo l’individuazione precoce di alterazioni nelle reti cerebrali legate alla memoria, prima della comparsa dei sintomi clinici. Altre patologie interessate includono il Parkinson, l’Epilessia, disturbi psichiatrici e disturbi della coscienza.
Riconoscimenti e dichiarazioni
La SOC di Medicina Nucleare dell’Asl Toscana centro è riconosciuta come un punto di riferimento nello studio della connettività metabolica cerebrale, grazie alle competenze avanzate nell’imaging funzionale e a solide collaborazioni internazionali.
“Tra le principali conclusioni – commenta il dottor Stelvio Sestini, direttore della SOC Medicina Nucleare – emerge il potenziale della connettività metabolica, ovvero il modo in cui le diverse aree del cervello collaborano nel consumo di energia, come biomarcatore clinico. Questo approccio potrebbe consentire diagnosi sempre più precoci e trattamenti personalizzati basati sulle caratteristiche specifiche di ciascun paziente.”
“In questo contesto, la Medicina Nucleare dell’Asl Toscana centro – aggiunge il dottor Maurizio Bartolucci, direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini – si conferma tra i protagonisti della ricerca scientifica, dimostrando la capacità dell’Azienda di coniugare attività clinica e innovazione.”
“Questo importante risultato – dichiara la direttrice dell’ospedale e della Rete Ospedaliera, dott.ssa Maria Teresa Mechi – testimonia il valore delle competenze presenti nella nostra struttura e la capacità dei nostri professionisti di contribuire in modo significativo alla ricerca scientifica internazionale.”