Proteste in corso

Stop alla guardia medica notturna a Poggio a Caiano: sindaci insorgono

L'Asl Toscana Centro accorpa il servizio a Prato. I sindaci: “Decisione imposta, penalizza i cittadini”

Stop alla guardia medica notturna a Poggio a Caiano: sindaci insorgono

Dalla fine di gennaio, Poggio a Caiano ha perso il servizio di continuità assistenziale notturna, che era attivo dalle 00:00 alle 08:00. Questo accorpamento al presidio di Prato ha suscitato forti proteste da parte delle amministrazioni comunali di Poggio a Caiano e Carmignano, che fino a poco tempo fa si appoggiavano allo stesso servizio.

La misura è parte della riforma della continuità assistenziale avviata dall’azienda Usl per conto della Regione Toscana. I Comuni affermano che, sebbene fossero stati informati dell’orientamento generale nel 2024, non ci sono stati ulteriori confronti o aggiornamenti per oltre un anno. Solo alla fine del 2025 è giunta notizia dell’attuazione della riorganizzazione, senza un coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali.

Secondo l’Asl, la decisione è giustificata dal ridotto numero di accessi notturni. Tuttavia, i sindaci delle due comunità non sono convinti da questa spiegazione.

“Parliamo di persone, non di statistiche – sottolineano – anche se gli accessi fossero stati minimi, non possiamo accettare che un servizio sanitario venga eliminato in questo modo”.

Il tema delle case di comunità

A complicare ulteriormente la situazione è il progetto delle case di comunità. Poggio a Caiano ospiterà una struttura di tipo Hub, che secondo le indicazioni dell’Asl dovrebbe includere anche la guardia medica notturna. Così, un servizio prima eliminato sarebbe poi ripristinato con il completamento della struttura.

“Una scelta che appare contraddittoria – osservano gli amministratori – e che si traduce in un taglio temporaneo alla sanità territoriale, a spese dei cittadini”.

I due Comuni hanno annunciato l’intenzione di inviare una lettera all’Asl Toscana Centro e all’assessore regionale alla sanità per richiedere un incontro urgente. L’obiettivo è sospendere la riorganizzazione e riaprire il dialogo su una decisione che, sostengono, è stata imposta senza poter intervenire, lasciando scoperto un presidio sanitario fondamentale nelle ore più critiche della notte.