Cultura

Stagione concertistica 2022| 2023, uno sguardo verso il futuro

Stagione concertistica 2022| 2023, uno sguardo verso il futuro
Cultura Prato, 09 Settembre 2022 ore 14:14

Come racconta il premio Nobel per la pace Elie Wiesel, l’episodio biblico del sogno di Giacobbe e della scala su cui salgono e scendono gli angeli ha nella tradizione popolare ebraica un’appendice di bellezza singolare. Gli angeli si dimenticano di tirar su la scala e la lasciano in dono all’umanità. Quella scala è la musica, per mezzo della quale possiamo innalzarci dalla nostra condizione e avvicinarci all’assoluto.

Venticinque anni fa, questa comunità pratese si è donata una scala, un’Orchestra con cui costruire un percorso che offrisse a tutti la possibilità di guardare in alto.

Prendendo spunto da questa immagine, la Stagione che festeggia il quarto di secolo della Camerata strumentale e della sua missione artistica culminerà in un nuovo dono, idealmente generato dal quella che, nella memoria di tutti, rimane come l’esperienza più eloquente del rapporto fra l’Orchestra e la sua Città, Noye’s Fludde di Benjamin Britten. Seguendo quel modello ispirato alla partecipazione, il regalo di compleanno che la Camerata, insieme al Teatro Metastasio, farà a Prato è una nuova partitura, The Song of the Ladder («Il Canto della Scala»), in cui il compositore britannico John Barber e la drammaturga Hazel Gould sono stati chiamati a restituire la storia di Giacobbe, degli angeli e del dono della musica. Con questa tenerissima allegoria ricorderemo quanto sia stato importante per tanti Pratesi poter vivere e crescere con un’Orchestra come risorsa condivisa di bellezza e di concordia.

La nuova Stagione esprime anche, e soprattutto, lo sguardo verso il futuro; per questo accoglie nei singoli programmi tanta musica del nostro tempo, selezionata per ciò che ci è più affine per identità e ideali. Ai maestri del Novecento storico come Casella, Malipiero, Prokof’ev, Šostakovič accostiamo Benjamin Britten, punto di riferimento etico di tante nostre scelte e proprio per questo celebrato nel concerto del 2 marzo, per la festa di compleanno della Camerata, con la Young Person’s Guide to the Orchestra, affidata a Jonathan Webb, che in questi ultimi anni ha saputo trasmettere all’Orchestra e al pubblico un’ispirazione preziosa. A quegli autori si aggiungono maestri contemporanei come Alfred Schnittke, Arvo Pärt, Pētēris Vasks, uniti da un saldo legame estetico e spirituale che si annoda anche al nuovo lavoro commissionato a John Barber, giovane autore figlio dell’eredità morale di Britten. Il futuro è anche rappresentato dall’investimento che questo programma fa su un artista straordinario come Hugo Ticciati e su altri giovani direttori, col ritorno di Claudio Novati e il debutto di un pratese, Simone Ori, che nella Camerata è cresciuto grazie a tante collaborazioni come organista e cembalista e che sale sul podio per il Concerto di Pasqua con lo Stabat Mater di Pergolesi, la più toccante e universale “Pietà” tradotta in musica.

Nel rappresentarci in una Stagione per noi così significativa, non ci può essere futuro senza la memoria di chi ha lasciato un segno decisivo nella nostra vicenda umana e artistica. Il Peer Gynt di Grieg fu interpretato da Piero Bellugi con la Camerata nel 2001.

A distanza di ventuno anni, il ritorno di questa partitura incantata, affidata a Filippo Maria Bressan, è l’omaggio dell’Orchestra all’indimenticabile Piero Bellugi e alla sua generosità di artista, la «cara immagine paterna» che accompagnò il cammino dei nostri musicisti fin dalla costituzione di questo organismo sinfonico che, dopo venticinque anni, può dirsi orgogliosamente strumento indispensabile alla crescita civile di una comunità. Una scala per guardare, insieme, verso nuovi orizzonti.

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