Il carcere sotto accusa

Prato, la Dogaia come centro di spaccio di droga

Droghe, violenze e telefoni nel penitenziario: avviate perquisizioni e sequestri

Prato, la Dogaia come centro di spaccio di droga

La droga giunge dall’esterno tramite fornitori che usano droni per sorvolare il carcere della Dogaia, lasciando plichi in punti accessibili ai detenuti. Inoltre, gli stupefacenti arrivavano anche nascosti in pacchi destinati ai detenuti, in indumenti modificati o portati dai visitatori durante i colloqui. In alcuni casi, le sostanze venivano ingerite in ovuli.

Un nuovo blitz delle forze dell’ordine

Il carcere è stato trasformato in una vera e propria piazza di spaccio. Questa è la situazione emersa dall’ultima inchiesta della procura di Prato sul penitenziario, ufficialmente di massima sicurezza, ma secondo gli inquirenti, facilmente penetrabile. Recentemente, è scattato un nuovo blitz che ha portato a perquisizioni e sequestri in diverse sezioni dell’istituto.

La nuova centrale di spaccio

Al centro delle indagini si trova la quarta sezione del reparto di media sicurezza, identificata dalla procura come la nuova centrale per l’approvvigionamento e lo spaccio di cocaina e hashish. Secondo l’accusa, un detenuto di 25 anni, originario di Roma, avrebbe assunto il controllo del traffico all’interno del carcere.

Le prove raccolte

Le indagini del Nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria hanno ricostruito il giro di spaccio grazie a intercettazioni, controlli interni e, soprattutto, alle testimonianze di due detenuti, minacciati e aggrediti per debiti di droga non saldati. Temendo per la loro vita, hanno deciso di collaborare e per loro è scattata la protezione e il trasferimento in altri istituti.

L’inchiesta solleva nuovamente preoccupazioni sulla sicurezza della Dogaia. Il procuratore Luca Tescaroli ha chiesto interventi urgenti: installazione di reti anti-lancio, sistemi anti-drone, potenziamento della videosorveglianza e blocco dei segnali telefonici e internet.