Cronaca

Piano Lavoro Sicuro, controllate oltre 17mila aziende in 8 anni, di cui 10mila a Prato

Piano Lavoro Sicuro, controllate oltre 17mila aziende in 8 anni, di cui 10mila a Prato
Cronaca Prato, 01 Dicembre 2022 ore 09:36

Sono 17.606 le aziende controllate nell’area dell’Asl Toscana Centro dal 2014 ad oggi per il Piano Lavoro sicuro della Regione Toscana, di cui 10.189 solo a Prato con una media di 108 al mese, più di 22 e 600mila euro le sanzioni riscosse in otto anni di verifiche, di cui 5,2 a Prato negli ultimi 5 anni, con un trend di regolarità triplicato dal 2014 ad oggi, passando dal 20,2% di ditte in regola (il 32,5% a Prato) al 64,2% (67,3%): sono alcuni dei dati illustrati stamani nel convegno " Lavoro Sicuro - Analisi e prospettive" nell’auditorium del Centro Pecci, che ha presentato gli interventi svolti dalla Regione Toscana, dal Comune di Prato e dalla Procura della Repubblica di Prato a nove anni dalla tragedia dell'incendio al Teresa Moda di via Toscana: il 1° dicembre 2013 nel cuore del Macrolotto 1 morirono sette operai cinesi, cinque uomini e due donne, che lavoravano e vivevano nel capannone fianco a fianco con le taglia e cuci, gli impianti elettrici non a norma e le cucine improvvisate con bombole di gas stipate senza alcuna sicurezza. Una doccia fredda, a cui le istituzioni locali reagirono con la nascita nel 2014 del Piano Lavoro Sicuro – 8 anni e 4 fasi, l’ultima avviata nel gennaio 2021 fino a dicembre 2023 - per contrastare in maniera netta e decisa l'illegalità che non garantiva ai lavoratori i diritti più elementari e che creava economia sommersa, lavoro nero, sfruttamento e vera e propria schiavitù con turni di 14 ore senza giorni di riposo. Nell'area vasta vennero assunti 74 Tecnici della prevenzione, di cui 50 destinati a Prato. Gli obiettivi prioritari erano i dormitori abusivi, gli impianti elettrici fatiscenti e le bombole di gpl. Il 26 agosto 2017 alla Tignamica di Vaiano altri due morti, una coppia di cinesi clandestini morti nell'incendio di una confezione fantasma allestita in una civile abitazione in cui erano state messe 20 macchine da cucire. Da lì venne istituito il numero verde 800017835 per la denuncia delle case-fabbrica e i sopralluoghi vennero estesi anche alle abitazioni.

Al seminario erano presenti l'assessore alla Cultura e Cittadinanza del Comune di Prato Simone Mangani, che ha coordinato gli interventi, il Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Prato Giuseppe Nicolosi, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l'assessore all’Istruzione, Ricerca e Impiego della Regione Toscana Alessandra Nardini, l’assessore all’Immigrazione e Cultura della legalità Stefano Ciuoffo, la presidente della Camera di Commercio di Prato e Pistoia Dalila Mazzi, Luigi Mauro del Dipartimento Prevenzione Azienda USL Toscana Centro, il coordinatore del progetto S.A.T.I.S. (Sistema Antitratta Toscano Interventi Sociali) Alessandro Campani, il direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca L’altro diritto dell’Università di Firenze Emilio Santoro, i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL e le categorie economiche.

E’ stato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ad avviare i lavori: “Il Piano Lavoro Sicuro rappresenta un modello da applicare per la cultura delle sicurezza nei luoghi di lavoro, il miglioramento delle condizioni di lavoro e per la prevenzione degli incidenti grazie anche alla rete di collaborazione tra enti ed istituzioni che abbiamo esteso anche ad altri settori della produzione, come quelli delle cave di marmo o anche contro la sofisticazione alimentare. Partendo da un impianto di controlli che ha portato alle sanzioni e alla repressione di pratiche illecite, adesso siamo arrivati ad una significativa crescita qualitativa, come ci dicono i dati sulle 4 fasi del Piano, che si è tradotta in un miglioramento dell’imprenditoria e delle condizioni dei luoghi di lavoro”. Gli impianti elettrici non conformi sono passati infatti dalla Fase 1 alla Fase 4 dal 27% (ne sono stati rimossi ben 786 solo nella Fase 1) al 3,7%, i dormitori dal 17,8% al 4,2%. Un discorso diverso va fatto per le cucine abusive, quasi scomparse nella Fase 2 (da 3,8 a 0,5%) e riapparse nella Fase 4 a causa della pandemia. L’intenzione è di proseguire nella stessa direzione anche nel 2024, dopo il termine della Fase 4 a dicembre 2023:

"I numeri sono chiari e ci dicono di andare avanti - ha affermato il sindaco Matteo Biffoni – Emerge infatti un netto miglioramento della situazione da quando il Piano è stato avviato nel settembre 2014 con un numero di controlli davvero alto. Poi le irregolarità sono calate progressivamente, ma non siamo ancora al punto zero, ancora i dormitori sono al 3%, certo molto meno del 18% dell’avvio, ma non bisogna mollare il colpo, perché ogni diritto violato nei luoghi di produzione è una sconfitta per tutti noi e per Prato, che del lavoro ha sempre fatto la base di partenza della sua realtà sociale. Non possiamo permetterci passi indietro”.

L’assessore alla Sicurezza Urbana e Polizia Municipale Flora Leoni ha presentato i quattro progetti promossi dal Comune di Prato   nel    protocollo «Sismico» ( Sistema Mirato dei Controlli Antievasione) , Cerbero ( Controlli attività prevalentemente commerciali e produttive ) , Black Friday ( controlli attività produttive con posizioni debitorie elevate) e Cerbero Plus (Controlli complessi immobiliari misti), contro l’evasione fiscale e per il recupero crediti dei t ributi locali TARI – il più “pesante” - IMU, COSAP, TASI, ICP, Sanzioni del Codice della Strada, o neri non versati pratiche edilizie e Pubblica Istruzione, avviati in collaborazione tra Polizia Municipale, Ufficio Immigrazione, Alia, Sori e Ufficio Tributi del Comune. Dall’inizio dell’anno al 31 ottobre 2022 Sismico ha riportato nelle casse comunali 703mila euro. Guardando anche agli anni precedenti, Dal canale ASL – Piano Lavoro Sicuro dal 2014 sono stati incassati 4.601.741 euro, dal canale C erbero dal 2018 559.626 euro, da Black friday dal 2018 534.154 e da Cerbero plus dal 2019 49.978 euro. Risultati, come sottolineato dall’assessore Leoni, che confermano Prato come il Comune più virtuoso in Toscana per il recupero dell'evasione fiscale e fra i primi in Italia: dal 2014 al 2022 sono stati incassati in tutto 6.448.189.

A questa cifra si aggiunge l’attività di recupero dell’evasione che il Comune porta avanti insieme all’Agenzia delle Entrate, arrivata a circa 4.200.000 euro in dieci anni di attività, superando quindi i 10 milioni di euro che, in meno di 10 anni, il Comune ha incassato nell'ambito del recupero dell'evasione fiscale.I 4,2 mln già iscritti nel Bilancio comunale corrispondono al 100% della quota recuperata che il Ministero ha garantito fino al 31 dicembre 2021 ai Comuni impegnati a rilevare le posizioni debitorie, con proroga del decreto fiscale 2019.La proroga è scaduta e pertanto, se non ci saranno interventi legislativi da parte dello Stato, l'incentivazione ministeriale sarà ridotta al 50% delle maggiori imposte e sanzioni riscosse a titolo non definitivo.

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