Cronaca
Prato

Maltrattamenti in famiglia, la moglie: «Ho detto basta dopo cinquant’anni di matrimonio»

L'articolo pubblicato sul settimanale BisenzioSette nell'edizione andata in edicola il 29 luglio scorso.

Maltrattamenti in famiglia, la moglie: «Ho detto basta dopo cinquant’anni di matrimonio»
Cronaca Prato, 07 Agosto 2022 ore 12:00

Maltrattamenti in famiglia, la moglie: «Ho detto basta dopo cinquant’anni di matrimonio»

«Negli anni mi ha umiliata, offesa e picchiata. Gli appellativi “non capisci un c…” o p... erano all’ordine delle decine al giorno. Di mezzo anche una gelosia accecante e il dubbio che una delle figlie non fosse sua, nonostante il dna confermasse il contrario. Così due coniugi, dopo oltre 50 anni di matrimonio, sono finiti in tribunale. E’ la moglie a denunciare il marito per maltrattamenti in famiglia. Troppi anni di sopportazione e di sevizie. Troppe le offese e le botte. L’accusa per lui, pratese, è di maltrattamenti in famiglia, appunto.

È la donna a ricostruire la sue versione.

«Il matrimonio è andato avanti tirandolo il più possibile. Ci sono sempre stati liti, botte e offese. Lui i problemi non li ha mai affrontati - ha accusato la donna davanti al giudice che la incalzava nel riproporre le offese».
Ad aggravare la situazione anche un problema di salute della donna. «Nel 2014 mi hanno scoperto una ciste al seno - ha raccontato tra le lacrime - Inizialmente non si sapeva cosa fosse, ma quelle parole in quel periodo non me le scorderò mai. “Fai una brutta fine”, mi diceva. “Io spero che tu muoia». Umiliata, quotidianamente, non solo davanti alle figlie, ma anche fuori dalle mura domestiche. Poi nel 2012 «mi puntò un coltello alla schiena».

La separazione, consensuale, è arrivata nel 2018. Nel 2021, invece, la denuncia per maltrattamenti Adesso l’uomo vive a poche centinaia di metri dalla sua casa di Galceti. Dorme in macchina.
«L’ho buttato fuori di casa perché non ce la facevo più» ha detto ancora la donna commuovendosi in molti tratti.

I casi di maltrattamento

A correre in soccorso in questi casi sono i numeri. Drammatici in tutta Italia. Dal primo gennaio al 27 marzo 2022 sono 24 i femminicidi commessi in Italia, secondo l’ultimo report del ministero degli Interni. Delle vittime, 22 sono state uccise in ambito familiare (14 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex). Si tratta di un dato identico a quello registrato nel 2021, quando a fine marzo i femminicidi registrati dal Viminale erano stati proprio 24. I delitti commessi in ambito familiare o affettivo e le relative vittime di genere femminile presentano, in entrambi i periodi (1 gennaio-27 marzo del 2021 e del 2022), lo stesso numero di eventi mentre risulta in flessione il numero di omicidi commessi dal partner o ex partner, che da 17 scendono a 14, nonché quello delle relative vittime donne (da 15 a 14). Nel 2022 le vittime di omicidio volontario commesso dal partner/ex partner sono solo di genere femminile. Infine, nel periodo 21-29 marzo risultano 9 omicidi, 6 dei quali avvenuti in ambito familiare affettivo; di questi, 4 casi hanno fatto registrare vittime di genere femminile. Nel 2021 i femminicidi sono stati 119, due in più del 2020 (117) e 10 in più rispetto al 2019 (109).

I dati della violenza in Toscana

Non va meglio nella nostra regione. Sono 121 i femminicidi avvenuti in Toscana negli ultimi 15 anni, nel periodo che va dal 2006 al 2020. Nello stesso periodo 41 sono stati i minori che sono rimasti orfani a seguito di questi fatti di sangue. E’ la mappa disegnata  dal tredicesimo rapporto sulla violenza di genere in Toscana, realizzato dall’Osservatorio regionale sulla violenza di genere.   Il rapporto, infatti, documenta con evidenza la lunga scia di sangue e di violenze che interessa anche la nostra regione, appunto, e che continua a allargarsi (le cronache del 2021 segnalano almeno altri 4 casi) presentando un evidente filo conduttore: la grande maggioranza di questi eventi hanno la loro radice nella relazione di coppia (81 casi),  una parte minore, ma non meno importante all’interno di relazioni parentali, in particolari quella madre/figlio (13 casi). Rispetto al quadro nazionale, due elementi caratterizzano la situazione toscana: un elevato numero di femminicidi tra donne anziane (le donne oltre i 75 anni vittime di femminicidio in Toscana negli ultimi 5 anni sono state il 35,1% del totale, contro il 16,7% a livello nazionale) e una proporzione maggiore di donne straniere, che rappresentano il 32,4% delle donne uccise per motivi di genere nel territorio regionale, contro il 23,4% a livello nazionale. Questa strage di donne, che continua in Toscana come nel resto del Paese, nasce da un contesto nel quale molte donne si sentono profondamente a rischio. Basti pensare che nel solo 2020  ben 3.132 donne si sono rivolte a un centro antiviolenza. Si tratta di donne in larga misura tra i 30 e i 49 anni (il 60% ) che dichiarano di aver subito violenza psicologica (85% dei casi) spesso accompagnata da violenza fisica (60,9%), o anche economica (27,.2%), o con l’aggiunta di minacce (21%). E in molti casi si tratta di situazioni di lunga durata:  il 36% di queste donne segnala che queste situazioni drammatiche si protraggono da oltre 5 anni.

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