Un collaboratore di giustizia, ex membro della banda della Magliana, è il detenuto del carcere di Prato che lo scorso 11 dicembre ha aggredito un agente di polizia penitenziaria, colpendolo alla nuca con una sedia di plastica al termine di una videochiamata.
Questo episodio si inserisce in un contesto già critico per la struttura penitenziaria pratese, che ha vissuto recenti blitz e perquisizioni che hanno rivelato una piazza di spaccio chiusa, dominata dalle mafie, con lo Stato che fatica a intervenire.

Ritornando all’aggressione, il collaboratore responsabile dell’episodio aveva delle limitazioni per divieti di incontro con altri detenuti. L’alterco è scaturito proprio a causa di queste restrizioni. L’agente colpito ha riportato lesioni guaribili in 8 giorni di prognosi.
La denuncia proviene dal Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha descritto il detenuto come notoriamente aggressivo, già coinvolto in episodi simili in passato, sia con altri detenuti che con il personale di Polizia.

Il Sappe ha evidenziato che il carcere di Prato sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi anni, caratterizzata da un sovraffollamento persistente e da un numero crescente di detenuti con problematiche comportamentali e psichiatriche trasferiti da altri istituti nell’ultimo anno. La gestione di tali situazioni è diventata sempre più complessa. Il sindacato ha richiesto interventi urgenti da parte dell’Amministrazione penitenziaria, sia in termini di risorse umane che di strumenti operativi.
Le dichiarazioni del Sappe
Francesco Oliviero, segretario del Sappe per la Toscana, ha denunciato le gravi criticità che affliggono la Casa Circondariale di Prato. “Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza inaccettabile”, ha dichiarato, evidenziando che il carcere è in una fase di forte crisi dovuta al sovraffollamento e al crescente numero di detenuti con problematiche comportamentali e psichiatriche. “La gestione di tali soggetti è sempre più complessa e, troppo spesso, a pagarne le conseguenze sono proprio gli agenti”, ha aggiunto, chiedendo interventi urgenti per garantire maggiore sicurezza.

Il Sappe ha inoltre espresso apprezzamento per il lavoro del Direttore dell’Istituto e del Comandante di Reparto, che, nonostante le difficoltà legate al sovraffollamento e alla carenza di organico, stanno cercando di mantenere un equilibrio operativo. “Nonostante le difficoltà, stanno dimostrando un grande senso del dovere e una presenza costante nei reparti”, ha dichiarato Oliviero.
Il sindacato ha rinnovato la richiesta di una maggiore attenzione istituzionale, di un incremento dell’organico e di una distribuzione più adeguata dei detenuti considerati ad alta pericolosità, al fine di garantire la sicurezza degli agenti e migliorare la funzionalità del sistema penitenziario pratese.