Cronaca

Sei persone indagate per la morte dell'elettricista di Montemurlo

Alle persone indagate è contestata l'ipotesi di omicidio colposo.

Sei persone indagate per la morte dell'elettricista di Montemurlo
Cronaca Montemurlo, 21 Luglio 2022 ore 18:38

Cinque persone indagate per la morte dell'elettricista di Montemurlo. A pochi giorni dalla tragedia che ha visto il decesso di Gianni Gesualdi ci sono i primi sviluppi dell'inchiesta che vede cinque avvisi di garanzia. Alle persone indagate è contestata l'ipotesi di omicidio colposo. Sabato ci sarà l'autopsia sul corpo dell'uomo rimasto folgorato mentre stava lavorando all'impianto elettrico del ristorante Tortellove.

Il fatto
Adesso saranno le indagini a stabilire cosa sia successo al ristorante Tortellove in via Tinaia dove Gesualdi, di professione elettricista, è morto folgorato. Al lavoro, per venire a capo della dinamica dell’incidente, ci sono i tecnici del dipartimento di prevenzione igiene e sicurezza. Si dovrà capire se qualcosa poteva essere evitato ed eventuali responsabilità. Intanto, è stata disposta l’autopsia che metterà un altro punto fermo sulla causa del decesso. Le prime ipotesi parlano di una forte scossa elettrica che non ha lasciato scampo al 49enne, segnando così un altra morte sul lavoro. Come detto, saranno le indagini a gettare luce sulle reali cause. La Procura ha sequestrato tutte le certificazioni dell’impianto elettrico. Sono da poco passate le 9.30 quando è stato dato l’allarme al 118. Sono stati proprio i proprietari del ristorante, che al momento preferiscono non parlare, a dare l’allarme. Sul posto è intervenuta l’ambulanza della Misericordia, che ha trasportato il 49enne all’ospedale Santo Stefano dove è spirato.

Il cordoglio del sindaco Calamai

A esprimere il proprio cordoglio alla famiglia, il sindaco del Comune di Montemurlo, Simone Calamai.
«Una nuova morte sul lavoro che porta ad interrogarci ancora una volta sul tema della sicurezza, sulle precauzioni necessarie da adottare per evitare tragedie come questa. - ha detto il sindaco - In questo momento di dolore non ci sono parole giuste per esprimere il dolore. Mi stringo, a nome di tutta la comunità, alla famiglia di Gianni, a sua sorella, nota insegnante dell'istituto comprensivo Hack e a tutti coloro che gli volevano bene. Un grande dispiacere per tutti i montemurlesi. L’ho detto per Luana D'Orazio un anno fa e, purtroppo, lo ripeto oggi: di lavoro non si può morire. Basta alle morti bianche».

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