Cronaca

A Prato conviene non ammalarsi, mancano i posti letto e in 70 da 48 ore attendono in barella

Al pronto soccorso del Santo Stefano mancano 12 medici, il numero più alto dell'Asl Toscana centro.

A Prato conviene non ammalarsi, mancano i posti letto e in 70 da 48 ore attendono in barella
Cronaca Prato, 26 Luglio 2022 ore 13:30

Mancano i posti letto e il personale. Il risultato è 70 pazienti in attesa di un letto da oltre 48 ore. Siamo all’ospedale di Prato dove in questi giorni di caldo conviene non sentirsi male e se capita di rivolgersi altrove. A parlare come sempre sono i numeri, quelli sopra appunto, che tradotti significa che un paziente – prima di ottenere un posto letto – aspetta mediamente 28 ore. Il picco è stato segnato ieri, lunedì. Così, il personale, già risicato a causa delle ferie estive, ha dovuto fare turni lunghi ed estenuanti.

I numeri del pronto soccorso
Sciorinando i numeri all’ospedale Santo Stefano si rivolgono 100mila utenti l’anno. Un numero record, se paragonato agli altri punti di emergenza dell’Asl Toscana centro. A Ponte a Niccheri e a Santa Maria Nuova si contano 37mila accessi all’anno. In linea Pistoia e Torregalli dove sono circa 50mila gli utenti.


L’intervista sul settimana Bisenziosette a Gianfranco Giannassi. Al pronto soccorso mancano 12 medici

A chiarire il tutto è Gianfranco Giannasi, direttore area aziendale Medicina d'urgenza Dea. «I pronto soccorso sono tutti in grave carenza di personale - ha detto - E’ una criticità nazionale e regionale.  Al Dea del San Giovanni di Dio è presente una carenza di organico, mancano sette medici. A Prato ne mancano 12, a Pistoia 6. Ponte a Niccheri è sotto di 3, mentre Santa Maria Nuova i medici mancanti sono 6». A peggiorare il tutto ci ha pensato l’emergenza sanitaria. «La problematica si somma ai quasi 3 anni di Covid - ha sottolineato Giannassi - e gli operatori dell’emergenza sono indubbiamente quelli che hanno pagato di più in termini di energie».

Intanto, i medici che scelgono di lavorare all’interno del pronto soccorso sono sempre meno. Un problema che emerge soprattutto durante i mesi estivi, con le ferie alle porte. «Sono stati attuati dei provvedimenti, per far fronte a questa situazione e garantire le cure ai pazienti. Per esempio il geriatra è presente in Dea con attivazione delle cure domiciliar, ci sono i Girot e la presa in carico precoce da parte dei medici della medicina interna che gestiscono i pazienti che la mattina rimangono in Dea in attesa di posto letto», ha aggiunto ancora il direttore Giannasi.

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