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la ricorrenza

La cerimonia in ricordo della Liberazione di Poggio a Caiano

Nonostante la pioggia, la partecipazione alla cerimonia in ricordo della Liberazione di Poggio a Caiano avvenuta il 4 settembre 1944.

La cerimonia in ricordo della Liberazione di Poggio a Caiano
Attualità Poggio e Caiano, 04 Settembre 2022 ore 11:02

Presso la Villa medicea, è stata ricordata la liberazione di Poggio a Caiano avvenuta il 4 settembre del 1944 con l’ingresso nel paese in festa dei soldati alleati. Un momento aperto a tutta la cittadinanza promosso dal Comune in collaborazione con ANPI e Direzione regionale musei della Toscana.

La cerimonia di Poggio a Caiano

Le celebrazioni si sono aperte con la deposizione della corona all’ingresso del Criptoportico della Villa, luogo in cui tra la fine di luglio e il 10 settembre 1944 circa mille poggesi trovarono rifugio dai bombardamenti.

“Abbiamo deciso di deporre la corona davanti a questo luogo – ha spiegato il sindaco – un corridoio buio che per i nostri concittadini rappresentò però una luce importante, la luce della libertà, nel momento drammatico della ritirata dell'esercito nazifascista. Qui donne, uomini, anziani e bambini trovarono rifugio e sperimentarono cosa vuol dire essere comunità, una comunità che cerca di resistere alle atrocità della guerra con la forza della solidarietà e della vicinanza. Il nostro pensiero, ricordando quello che qui è stato vissuto, è che quella storia non si ripeta più. Purtroppo il rischio esiste, ma per fortuna oggi noi possiamo contare su un antidoto forte ed efficace che è la nostra costituzione, la nostra stella polare. Sta a noi continuare a farci guidare dalle sue parole."

“Qui nella Villa – ha raccontato il vicesindaco ed assessore alla cultura - è passata la storia di Poggio. Già allo scoccare della guerra si decise di renderla rifugio delle opere d'arte provenienti da Firenze e così un numero straordinario di beni di enorme pregio, tra cui opere di Botticelli e Michelangelo, fu custodito e sottratto ai bombardamenti. Siamo felici di avere per la prima volta celebrato questa ricorrenza qui in Villa e speriamo di poter continuare nei prossimi anni. Stare qui, dove la storia si è compiuta, ci aiuta a fare memoria e questo è assolutamente importante perché dobbiamo continuare a ricordare l'orrore della guerra e raccontare le ingiustizie che quel capitolo di storia ha portato con sé. Sta a noi dire “mai più” e costruire ogni giorno percorsi di pace e giustizia”.

Dopo gli interventi dell’amministrazione e della presidente provinciale di ANPI Angela Riviello ha preso la parola Alessandro De Luca, giovane rifugiato in Villa e sopratutto figlio di Aldo De Luca, l'allora custode che riuscì a farsi firmare dai nazisti una ricevuta delle opere trafugate dalla Villa permettendo così il successo ritrovamento.

Hanno concluso la mattinata i Fratelli Cecchi che hanno eseguito alcuni canti della Resistenza.

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