Il dipinto di Lorenzo di Bicci, intitolato “Santo Vescovo in trono con donatori”, custodito presso l’Archivio di Stato di Prato, sarà oggetto di un significativo intervento di restauro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. La notizia, diffusa il 13 gennaio 2026, rivela un investimento di circa 20 mila euro destinato al recupero di questa preziosa opera d’arte. L’immagine, che ritrae Francesco Datini e sua moglie Margherita, figure emblematiche della storia pratese, presenta uno stato di conservazione compromesso a causa di un precedente intervento invasivo, che ha danneggiato la parte destra del dipinto, causando perdite significative. Pertanto, il restauro rappresenta un’opportunità fondamentale per preservare e valorizzare un patrimonio culturale di inestimabile valore per la comunità.
Dettagli e peculiarità dell’opera
L’opera, risalente presumibilmente alla fine del XIV secolo, è stata definita dallo storico dell’arte Angelo Tartuferi come uno dei lavori più significativi di Lorenzo di Bicci, grazie allo “splendore neogiottesco dell’insieme”. Rimasta inedita per secoli, è emersa per la prima volta nel 2008 in un catalogo della Casa d’Aste San Marco di Venezia. Inizialmente appartenente a una collezione privata del Veneto, è stata dichiarata di “rilevante interesse culturale” dal Mibact nel 2013, per poi essere destinata all’Archivio di Stato di Prato. La presenza di Francesco Datini e Margherita, riconoscibili dai loro abiti distintivi, suggerisce il loro ruolo di committenti. Le dimensioni della tavola (232 cm per 217) e la centralità della figura seduta sul trono, insieme alla monumentalità dell’impianto compositivo, indicano un’origine da un altare dedicato al Santo. La Soprintendenza per i Beni Artistici ha autorizzato il restauro, che sarà condotto dalla restauratrice Rossella Tesi e dal pistoiese Federico Tempesta per gli apparati lignei, con la direzione dei lavori affidata a Lia Brunori.
Ipotesi sull’identità del Santo Vescovo
Il “Santo Vescovo” rappresentato nel dipinto resta un mistero. Gli storici dell’arte hanno proposto diverse ipotesi, tra cui San Donato, San Zanobi e San Niccolò, senza però giungere a una conclusione definitiva. Il restauro potrebbe rivelare nuovi elementi utili a svelare l’identità del Santo, aprendo nuove prospettive di ricerca e conoscenza. La presenza di Francesco Datini e Margherita si ritrova anche in altre opere, come la tavola di Niccolò di Pietro Gerini ai Musei Capitolini di Roma e il Tabernacolo della Madonna del Romito, dipinto dai fratelli Pietro ed Antonio di Miniato. L’iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato dimostra un impegno concreto nella preservazione della memoria storica.
Il recupero di questa opera d’arte rappresenta un passo significativo verso la salvaguardia del patrimonio culturale e storico di Prato. Il restauro del dipinto di Lorenzo di Bicci offre un’opportunità per approfondire la conoscenza della storia locale e apprezzare l’ingegno artistico del passato.